C'è un profumo che a Bassano del Grappa sembra appartenere alle pietre stesse del centro storico: è quello della grappa, l'acquavite di vinaccia che da secoli accompagna la vita della città sul Brenta. Chi arriva qui per la prima volta immagina spesso che il nome della città derivi dal distillato. In realtà non è così, e scoprirlo è il primo passo di un piccolo viaggio tra storia, alambicchi e bicchieri a tulipano.
Un nome, due storie
Fino al 1928 la città si chiamava Bassano Veneto. Il nome attuale, Bassano del Grappa, fu adottato in memoria dei caduti della Prima guerra mondiale e richiama il massiccio del Monte Grappa, che domina l'orizzonte a nord e custodisce il grande Sacrario militare. Il legame con l'acquavite, dunque, non è anagrafico ma culturale: nasce dalla tradizione distillatoria che qui ha messo radici profonde.
La data simbolo è il 1779, quando all'imbocco orientale del Ponte Vecchio, il ponte di legno progettato da Andrea Palladio, venne avviata quella che è considerata la più antica distilleria d'Italia. Il luogo non era scelto a caso: il ponte era un crocevia di traffici tra la pianura veneziana e le valli del Trentino, e la grappa trovava lì viandanti, mercanti e soldati pronti ad apprezzarla. Ancora oggi, passeggiando sul ponte e nelle vie vicine, si incontrano botteghe storiche e spazi espositivi dedicati alla cultura della distillazione.
Che cos'è davvero la grappa
La grappa è un'acquavite ottenuta distillando le vinacce, cioè le bucce e i vinaccioli che restano dopo la pigiatura e la fermentazione dell'uva. La denominazione è un'indicazione geografica tutelata dalla normativa europea: può chiamarsi grappa solo il distillato ottenuto da uve prodotte e vinificate in Italia, distillato e imbottigliato sul territorio nazionale. Accanto all'indicazione generale esistono anche indicazioni regionali, tra cui quella legata al Veneto.
La distillazione avviene facendo attraversare le vinacce dal vapore acqueo oppure scaldandole dopo l'aggiunta di acqua nell'alambicco. Nella tradizione artigianale si usano spesso alambicchi discontinui in rame, a vapore o a bagnomaria: un lavoro lento, che separa con cura le parti iniziali e finali del distillato per trattenere solo il «cuore», la parte più pulita e profumata.
Le tipologie da conoscere
Davanti a uno scaffale di grappe si resta facilmente disorientati. Qualche punto fermo aiuta:
- Giovane o bianca: limpida e trasparente, imbottigliata senza passaggio in legno, esprime il carattere più diretto della vinaccia.
- Invecchiata: matura per almeno dodici mesi in botti di legno, che le donano colore ambrato e note più morbide.
- Riserva o stravecchia: riposa in legno per almeno diciotto mesi, con profumi più ampi e avvolgenti.
- Aromatica e monovitigno: nascono da vinacce di uve aromatiche o di un solo vitigno, e raccontano in modo riconoscibile la loro origine.
Le indicazioni di legge in etichetta permettono di capire tipologia, gradazione ed eventuale affinamento: leggerle con attenzione è il modo migliore per scegliere la bottiglia giusta.
Come si degusta
Dimenticate il bicchierino da trangugiare in un sorso. La grappa di qualità si serve in un bicchiere a tulipano, stretto in alto, che concentra i profumi. Le grappe giovani si apprezzano leggermente fresche, quelle invecchiate a temperatura ambiente. Si osserva il colore, si avvicina il naso con delicatezza, senza affondarlo, e poi si assaggia in piccole quantità, lasciando che il distillato si apra in bocca.
Molte distillerie del territorio propongono visite e degustazioni guidate, spesso su prenotazione e con calendari che cambiano nel corso dell'anno: per giorni, orari e modalità conviene sempre consultare i canali ufficiali dei singoli produttori. L'autunno, dopo la vendemmia, è il momento in cui gli alambicchi lavorano a pieno ritmo e il profumo delle vinacce si avverte nell'aria.
Un sorso, poi il rientro tra le colline
Una giornata dedicata alla grappa si chiude idealmente lontano dal traffico. Le Fate Corbezzole si trova a Fellette di Romano d'Ezzelino, alle porte di Bassano, con parcheggio gratuito videosorvegliato: perfetto per rientrare con calma dopo una passeggiata sul Ponte Vecchio. E se la serata è fresca, la Suite Paradise, con sauna, bagno turco e caminetto, è il luogo giusto per prolungare il tepore di un buon distillato, scegliendo tra le camere e le suite quella più adatta al vostro soggiorno.
Dopo la degustazione, rientrate a Le Fate Corbezzole
A circa dieci minuti dal Ponte Vecchio, camere e suite con idromassaggio, sauna e caminetto per chiudere la giornata con calma. Scriveteci su WhatsApp per verificare le date.